Archivio mensile:dicembre 2011

TANTI AUGURI DI BUON ANNO!

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BUON NATALE!!!!!!

La magia delle piccole cose…

 

In un momento come questo dove la paura la sta facendo da padrone mantenere il focus su ciò che si è piuttosto che su ciò che si ha (o che si potrebbe perdere) è l’unica garanzia per la sopravvivenza.

Il momento storico che stiamo vivendo sta mettendo a durissima prova tutte le certezze che ancora erano rimaste.

Questo non fa altro che confermare con forza una massima che spesso mi sentite citare: ”la qualità della nostra vita è direttamente proporzionale alla nostra capacità di convivere con l’insicurezza”.

La vita è fatta di colpi di scena, di cambiamenti, di imprevisti (per fortuna).

Le nostre stesse cellule non sono più le stesse di qualche tempo fa, figuriamoci se possiamo mantenere intatte le cose o le emozioni. La nostra capacità di adattamento o meglio di cogliere il cambiamento come grande opportunità ci permetterà di VIVERE al meglio e di essere FELICI. Per fare ciò ci vuole una grande capacità che ai più manca: la gestione emozionale.

Attenzione alla parola gestione che tanti confondono con “controllo”.

Le emozioni se controllate non agevolano, anzi… esse vanno gestite e cioè incanalate, BISOGNA essere capaci di passare da uno stato d’animo che non è produttivo ad uno che è produttivo quando serve, è necessario saper convivere con le emozioni belle o brutte che siano e amplificare quelle belle e ridurre quelle che non ci piacciono.

Come si fa??? Ci sono degli strumenti che ci permettono di gestirci al meglio e così facendo non facciamo altro che migliorare di gran lunga la qualità della nostra vita. Le emozioni di-pendono solo da noi, gli eventi esterni di per se sono neutri, noi gli attribuiamo dei significati più o meno produttivi.

Potendo scegliere, visto che si può perché non cogliere il buono delle cose?

Attenzione a non confondere ciò che dico con il pensiero positivo spicciolo: ”dell’ottimismo è il profumo della vita”, ciò di cui parlo è un atteggiamento di risoluzione, l’essere focalizzati sulla soluzione e non sul problema.

Tutta la risonanza che si sta dando a questa fantomatica crisi non sta facendo altro che mettere e mantenere l’attenzione su di essa invece che permettere di focalizzarsi sulle soluzioni.

Questo non vuol dire che la crisi non ci sia, vuol dire che c’è da mobilitarsi verso cose nuove, verso nuove soluzioni.

Chi si renderà conto di questo e si metterà in gioco avrà la vittoria garantita.

Quello che ho scritto è il modesto parere di chi come chiunque altro sta vivendo questo momento e ha SCELTO come viverlo.

Vi auguro di SCEGLIERE di essere felici.

Il potere è in ciascuno

Ognuno di noi ha enormi potenzialità da esprimere, basta saperle scoprire e svilupparle nella vita di tutti i giorni

 

Dopo tanto tempo che mi occupo di crescita e sviluppo personale e professionale ho deciso di dedicare del tempo anche a chi, come me ama rilassarsi leggendo qualcosa che possa arricchire le proprie conoscienze per migliorarsi.

Questo è il primo di una serie di articoli che ogni settimana permetterà di condividere l’esperienza che nell’arco di questi anni ho potuto maturare in termini di risultati, crescita e messa in gioco del potenziale che ognuno di noi ha e spesso non ne è consapevole a pieno.

Conosci la PNL ?

La PNL è una disciplina che nasce intorno agli anni 70 da Bandler e Grinder (un matematico e un linguista) e parte dal presupposto che a parità di potenziale ognuno può raggiungere l’eccellenza in ogni ambito della propria vita. Questo presupposto li ha portati a studiare cosa portasse alcune persone ad eccellere in ciò che facevano e con grande sorpresa, trovarono una serie di similitudini che permise loro di mettere insieme tutti questi strumenti in una cassetta, la famosa “cassetta degli attrezzi”. Da qui nasce la PNL (programmazione neuro linguistica) quegli “attrezzi” appunto grazie ai quali ciascuno di noi può codificare la strategia vincente e replicarla in ogni ambito e in ogni momento. Fino a qualche tempo fa si pensava che questi strumenti servissero solo a manager, venditori, imprenditori insomma, si credeva avessero solo fini lavorativi … niente di più sbagliato! Chi vuole ottenere più risultati o risultati migliori deve partire da sé stesso. Le persone si rivolgono a me ed ai nostri corsi HRD per migliorare i risultati nei settori più disparati: dal fatturato, alla gestione del team, al gestirsi meglio dal punto di vista tempo, emozione, finanze, famiglia, coppia, comunicazione… Ma il punto di partenza per ottenere qualsiasi cosa rimane basilare: comunicare meglio con se stessi, partire dalla conoscenza di sé. Ti sei mai chiesto se stai sfruttando tutto il potenziale che hai ? Bè… Potresti rimanere sorpreso dai risultati che potresti ottenere !!!

Alla prossima settimana e nel frattempo…

… Buona vita !

LA PICCOLA ANIMA E IL SOLE! di Neale Donad Walsch

C era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: “Io so chi sono!”
”Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore.
”Sono la Luce!”

Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso~ “È proprio vero! Tu sei la Luce.”
La Piccola Anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tuffi i suoi simili nel

Regno avrebbero dovuto immaginare.
”Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!”
Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un idea niente male per chiunque desideri essere Chi È in Realtà) e, dopo aver esordito con un “Ciao Dio!” domandò:
”Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?”
E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?”
”Bea, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”
”Ma tu sei la Luce”, ripeté Dio, sorridendo di nuovo.
”Sì, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima.
”Eh, già”, ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, “avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura”.
Poi cambiò espressione. “Però, però… C’è un problemino…”
”Di che si tratta?”
”Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perché non c’è niente che tu non sia “Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo. “Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio.
”Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
”Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe une semplice stella… perché non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati?”
”Ehi”, protestò la piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!” Lui sorrise di nuovo. “L’ ho già trovata”, affermò. “Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.”
”E che cosa sarebbero queste tenebre?”
”Sono ciò che tu non sei”, fu la Sua risposta.
”Mi faranno paura?”
”Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio.
”In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia
”Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.
Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare i loro esatto opposto. “E questa è una vera benedizione”, affermò, “perché, se così non fosse, tu non riusciresti distinguerle. Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, né che cos’è Su se non ci fosse Giù, né Veloce senza Lento. Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero Là e Poi.
”Perciò”, concluse, “quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle.

1

Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!”
”Intendi dire che non è sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima.
”Ma naturalmente!” ridacchiò Dio. “È sicuramente un bene! Rammenta, però, che speciale non significa ‘migliore’. Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui 10 comprenderai tu”. “Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia. “Posso essere speciale quanto voglio?”
”Oh, sì, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta. “In che modo ti va di esserlo?”
”In che modo? Non capisco”.
”Beh’, suggerì Dio, “‘essere la Luce non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E, ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?”
La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. “Ne ho trovati un sacco!” esclamò infine. “Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!” “Sì!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la Luce.”
”So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori.
”E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata ‘essere disposti al perdono. Non è forse speciale essere indulgenti?”

“Oh, certo”, assicurò Dio. “È molto speciale.”
”Va bene, è proprio la pazienza quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio Fare

Esperienza in questo modo.”
”C’è una cosa però che dovresti sapere”.
La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
”Che c’è ancora?” ribatté con un sospiro.
”Non ce nessuno da perdonare”, disse Dio.
”Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.
”Nessuno”, ripeté il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta dite. Guardati attorno.”
Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoi simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.
Osservando le innumerevoli altri anime radunate li intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine. “Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.
”Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso”.
La Piccola Anima capi, in quel momento, che cosa si prova a essere tristi. Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: “Non te la prendere, io ti aiuterò”. “Dici davvero? Ma che cosa puoi fare? “Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!”
”Tu puoi…””Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa

che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza”.

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“Ma perché? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.
”Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te – che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero – a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?”
”È semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perché ti voglio bene”. Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
”Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?” “Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tuffo l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti.
”Entrambi siamo stati Tuffo. Siamo stati Su e Giù, la Sinistra e la Destra. Il Qui e il Là, l’Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore.
”Ci siamo incontrati speso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà;
”E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica, “io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il ‘cattivo’. Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona”.
”Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?” “Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio, “ci faremo venire qualche bella idea.” Poi soggiunse a voce bassa: “Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa
”E quale sarebbe?”
”Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E, quindi, ti chiedo in cambio un favore.” “Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava. “Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!” Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiede: “Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!”
”È naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio. “Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli!
A quel momento punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: “Che cosa posso fare per te?”
”Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante…”
”Si? Sì…”
”Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica gravemente.
”Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”
”Bene”, commentò l’Anima Amica, “perché, vedi, dopo che avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. “Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremmo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”
”No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima. “Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare Chi Sono.”

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Quindi, l’accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile.
E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza – specialmente tristezza – ricordava quello che aveva detto Dio. “Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli”.

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